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La borraccia proibita e i colori-racconto

Racconto

Dopo un romanzo, ecco un racconto.  Questo testo non è scritto in ottica seo.

 

I genitori di Mattia gli facevano sempre il regalo di compleanno e i regali di Natale. Solo che non gli compravano mai la cosa che desiderava di più perché preferivano prendergli ciò che piaceva ai suoi coetanei. Qual era questa cosa? Mattia amava dipingere e avrebbe preferito che la sua mamma e il suo papà gli regalassero pennelli, tempere e tavolozze invece che giocattoli e vestiti. Non era una questione di soldi: i suoi genitori volevano che fosse come gli altri bambini. Non a che a lui non piacesse giocare. Ma dipingere lo riempiva di felicità. Tuttavia, capiva i suoi genitori. Però non capiva perché neanche Babbo Natale o Gesù Bambino lo accontentassero.

A scuola Mattia era bravo ma non troppo popolare. Non possiamo però dire che fosse un emarginato o che non lo rispettassero. Anche perché queste cose alle elementari non avvengono. Alle medie sì.

Mattia aveva legato molto con Ettore. Ettore preferiva leggere che giocare e si trovava meglio da solo o con pochi amici che con tanti bambini. Ma giocare e stare con tanti coetanei non gli dispiaceva. Una caratteristica di Ettore era che non beveva Coca Cola, Fanta, Sprite, the freddo, succhi di frutta. Non andava mai neanche ai draghi verdi (o ad altre fontanelle, quando non si trovava a Milano). Aveva una borraccia e beveva solo da lì. Proprio quella borraccia fu la causa di un litigio tra i due amici. Era estate e le due famiglie erano andate a passare una giornata al fiume. A una certa ora i bar e i chioschi chiusero. Mattia, che aveva finito le cose da bere e aveva molta sete, chiese all’amico un sorso d’acqua ma questi glielo rifiutò. All’inizio, Mattia e i suoi genitori pensavano che scherzasse. Ma quando ripeté il “no” con veemenza capirono che era serio. Il papà e la mamma di Ettore diedero ragione al figlio. Non ci fu una lite ma le due famiglie tornarono a casa ognuna per conto suo. Prima di continuare, devo specificare che questa vicenda si è svolta prima del COVID e che, comunque, il comportamento di Ettore non era dovuto alla paura di prendere delle malattie. Infatti, gli capitava di usare la stessa forchetta di Mattia e viceversa.

Durante il viaggio di ritorno, i genitori di Mattia ipotizzarono che all’interno della borraccia vi fosse dell’alcool ma scartarono subito questa possibilità perché il comportamento e l’odore di Ettore non erano quelli di una persona che ha bevuto. Inoltre, i genitori del bambino erano persone attente e premurose: mai avrebbero dato dell’alcool a loro figlio o non se ne sarebbero accorte. Conclusero, pertanto, che era stato un comportamento strano senza motivazione. Gli dispiacque un po’ perché i due bambini erano molto amici e i genitori di Ettore erano simpatici. Per un po’ di giorni i due bambini non si parlarono, pur soffrendone. Questa situazione durò fino a quando Ettore non invitò Mattia a casa sua a mangiare e a giocare. Prima che accettasse, gli disse: “Non dovrai parlare con nessuno di quello che vedrai e di quello che ti diremo”.

Dovete sapere che Ettore non si chiamava davvero Ettore e che non era un bambino: lui e i suoi genitori venivano da Titano, uno dei satelliti di Saturno. Anzi, è il satellite più grande. Si tratta di uno dei pochi posti del nostro sistema solare in cui si potrebbe sviluppare della vita per via della presenza di idrocarburi. Lo si pensa da qualche tempo. Ma si è sempre pensato a forme di vita molto elementari. Invece, non è così: la tecnologia che c’è su Titano è così evoluta che sono capaci di rendersi invisibili e irrintracciabili quando arrivano degli extraterrestri. Per questo la sonda Huygens non si è accorta di niente. La sonda Huygens è una sonda che è partita insieme alla Cassini nel 1997. Poi, il 14 gennaio 2005 è atterrata a Xanadu, una regione di Titano, Dopo l’atterraggio, per 90 minuti ha inviato immagini alla Terra. La sonda Huygens si chiama così in onore di Christiaan Huygens, l’astronomo olandese che ha scoperto Titano nel 1655. Titano ha monti, laghi e mari. Perciò, Ettore e i suoi si trovati subito bene sulla Terra, da questo punto di vista. Il problema è che i fiumi, i laghi e i mari di Titano sono di metano. Ecco che cosa c’era nella borraccia e perché non aveva fatto bere Mattia.

Dopo che ebbero fatto pace, gli regalò una tela e una tavolozza.
«E i colori e i pennelli?», chiese Mattia.
«Vieni», rispose Ettore, «punta il dito verso il cielo».

Mattia lo fece e il dito si colorò di azzurro, come se fosse un pennello intriso di tempera.

 

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