Site icon Scrivereperglialtri

I fratelli Cervi e la pastasciutta antifascista

Pastasciutta antifascista

Ieri, 28 dicembre, ricorreva l’anniversario dell’eccidio dei fratelli Cervi, sette ragazzi trucidati dai fascisti.

I Cervi erano oppositori del Regime di estrazione cattolica. Cattolicesimo popolare. Lo si capisce anche da un verso del brano che gli hanno dedicato i Gang

(La pianura dei sette fratelli, ve ne consiglio caldamente l’ascolto).


Avevano una falce e mani grandi da contadini/e prima di dormire un Padre Nostro come da bambini

Tra l’altro, quando presenta questo pezzo durante i concerti, Marino Severini, il cantante dei Gang, dice che una canzone è bella se è utile e se non è solo una merce.

Magistretti sosteneva qualcosa di simile quando parlava di architettura: non amava le decorazioni fini a se stesse. Per lui ogni elemento deve avere una funzione pratica.

Torniamo ai fratelli Cervi. Ho scritto questo articolo anche per ricordare l’episodio della pastasciutta antifascista. Dopo il 25 Luglio, Alcide festeggiò offrendo in piazza la pastasciutta antifascista.

Perché proprio la pastasciutta? Il Regime non era entusiasta del suo successo. Da una parte, i Futuristi sostenevano che rammollisse e appesantisse (e anche per altri motivi). Dall’altra, Mussolini voleva raggiungere l’autosufficienza nella produzione del frumento (la Battaglia del grano). Ma con un consumo diffuso della pasta non era possibile Meglio il riso. Potrei essere d’accordo, ma non per motivi politici. Consiglio l’ascolto della puntata del podcast Doi (Denominazione di origine inventata) in cui se ne parla.

Nel frattempo, ecco il testo dei futuristi

Forse gioveranno agli inglesi lo stoccafisso, il roast-beef e il budino, agli olandesi la carne cotta col formaggio, ai tedeschi il sauer-kraut, il lardone affumicato e il cotechino; ma agli italiani la pastasciutta non giova. Per esempio, contrasta collo spirito vivace e coll’anima appassionata generosa intuitiva dei napoletani. Questi sono stati combattenti eroici, artisti ispirati, oratori travolgenti, avvocati arguti, agricoltori tenaci a dispetto della voluminosa pastasciutta quotidiana. Nel mangiarla essi sviluppano il tipico scetticismo ironico e sentimentale che tronca spesso il loro entusiasmo, un intelligentissimo professore napoletano, il dott. Signorelli, scrive: ‘A differenza del pane e del riso la pastasciutta è un alimento che si ingozza, non si mastica. Questo alimento amidaceo viene in gran parte digerito in bocca dalla saliva e il lavoro di trasformazione è disimpegnato dal pancreas e dal fegato. Ciò porta ad uno squilibrio con disturbi di questi organi. Ne derivano: fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo’ “.

Nel mio saggio parlerò anche di questo.

Exit mobile version