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Perché gli MMS sono stati rivoluzionari?

Gli MMS sonio poco utilizzati anche per i costi,

I Multimedia Messaging Service, noti come MMS, sono stati per anni il tipo di messaggio più usate per inviare tramite cellulare contenuti multimediali. foto, video, audio e testi più lunghi. Hanno arricchito parecchio la nostra esperienza di comunicazione. Quando sono nati, non  esistevano ancora WhatsApp, Instagram o Telegram.

Invece,  gli sms permettono solo l’invio di testo (fino a 160 caratteri),

 

I COSTI

Il costo poteva arrivare a 0,30-0,45 euro per ogni messaggio.

Confronto con gli sms

Caratteristica SMS MMS
Contenuto Solo testo (160 caratteri) Multimedia + testo
Costo storico €0.10-0.20/messaggio €0.30-0.50/messaggio
Latenza 1-5 secondi Fino a 1 minuto (per elaborazione)

Confronto tra operatori in Italia

Nel 2015

Operatore Costo MMS (IVA inclusa) Periodo
TIM €0,90 2015
Vodafone €0,99 2015
Wind €0,30 verso Wind, €0,60 verso altri 2015
Tre (H3G) €1,12 2015

Le tariffe di alcuni operatori prima  del 2015

Nota
In origine (2002–2008 circa)

 Con l’arrivo dei pacchetti flat (2009–2015)


In sintesi

Quando dico che «il costo era integrato solo nei piani successivi», intendo che:

 

COME FUNZIONANO GLI MMS?

Tecnicamente parlando, sono messaggi basati su un protocollo standardizzato a livello internazionale: lo standard 3GPP TS 23.140 (3rd Generation Partnership Project), utilizzato dai principali operatori mobili. Questo protocollo permette di inviare vari tipi di contenuti:

  1. Immagini nei formati JPEG, PNG, GIF;
  2. Video mei formati MP4 e 3GP;
  3. Audio nei formati MP3 e AMR,
  4. Testi fino a 1600 caratteri.

La dimensione massima è di circa 300 KB, anche se inizialmente, nei primi anni 2000, il limite era di 100 KB. Per capirci: una foto in bassa risoluzione scattata da un cellulare dell’epoca (es. 640×480 pixel) rientrava facilmente nei limiti previsti.

L’architettura tecnica prevede vari passaggi: un messaggio inviato da un cellulare viene prima trasmesso al cosiddetto MMS Center (MMSC) dell’operatore, poi smistato tramite una rete WAP o GPRS/3G, e infine recapitato al destinatario, che lo riceve come notifica o direttamente nella propria casella di messaggi.

Curiosità
Il formato 3GP per video MMS fu sviluppato (negli anni 2000) proprio per ottimizzare l’uso della banda mobile.

Definizione Tecnica

Protocollo standardizzato (3GPP TS 23.140) per l’invio di messaggi multimediali su reti cellulari, con:

STORIA E DIFFUSIONE

Il momento migliore

Il lancio commerciale  avvenne in Europa nel 2002 e il servizio si diffuse rapidamente, soprattutto nei paesi con infrastrutture mobili avanzate. Il vero boom si registrò nel 2012, con un picco di circa 2,5 miliardi di MMS inviati ogni giorno a livello globale (fonte: Portio Research).

Venivano utilizzati per inviare cartoline animate, auguri natalizi o addirittura piccoli videoclip.

2.5 miliardi di MMS/giorno nel 2012 (Fonte: Portio Research, 2013 Report).

Evoluzione Storica

NEL MARTKETING

Anche alcune aziende cominciarono a sfruttarli per il marketing diretto, inviando promozioni o coupon visivi.

Esempi

Vodafone

Periodo: 2003–2010
Tipo di campagna:


Esselunga

Periodo: 2005–2011
Tipo di campagna:


Medusa Film / Warner Bros Italia

Periodo: 2004–2009
Tipo di campagna:


TIM (Telecom Italia Mobile)

Periodo: 2002–2010
Tipo di campagna:


Nike Italia (campagna test)

Periodo: 2006
Tipo di campagna:

 

PROBLEMI

Tuttavia, l’esperienza non era sempre perfetta.

Costi, limiti e prime crepe

Dal punto di vista economico, non erano a buon mercato. In Europa, il costo medio per inviarne uno a tra i 0,30 e 0,50 euro (fonte: EU Digital Market Report). Molto più degli SMS, che costavano circa 0,10–0,20 euro.

Oltre al prezzo, avevano una latenza elevata: potevano impiegare anche fino a un minuto per essere elaborati e consegnati (fonte: GSMA IR.92, 2011), a seconda della rete e del traffico. Per molti utenti, questa lentezza si rivelava frustrante, soprattutto nel confronto con le app moderne che offrono consegna quasi istantanea.

Uno studio dell’ IEEE Survey (2008) ha rivelato che oltre il 68% degli utenti ha abbandonato l’uso degli MMS a causa della complessità delle impostazioni richieste per l’attivazione, come l’inserimento manuale degli APN (Access Point Name).

Il servizio richiedeva spesso configurazioni manuali complicate, e la compatibilità tra operatori diversi (come TIM, Vodafone e Wind) non era garantita. Inoltre, molti modelli di cellulari non supportavano correttamente l’invio o la ricezione di MMS, come il celebre Nokia 3310, che non era predisposto per questi contenuti.

Infine, ma non meno importante, la vulnerabilità a malware (Fonte: Symantec, 2010)

 

L’arrivo delle App.

Dal 2009 in poi, con l’arrivo di app come WhatsApp, Telegram e Messenger, la messaggistica si è progressivamente spostata su reti IP (Internet Protocol). Queste applicazioni danno tutto ciò che danno gli MMS– e molto di più – a costo zero e con un’esperienza utente decisamente superiore.

Nel 2023, gli MMS rappresentavano solo lo 0,3% del traffico mobile italiano (fonte: AGCOM, Relazione Annuale 2023, p. 45), una cifra quasi simbolica che segna la fine di un’epoca.

Un esempio pratico aiuta a capire il cambiamento: nel 2005, inviare una foto da 50 KB via MMS costava circa 0,40 euro. Oggi, la stessa immagine può essere inviata gratuitamente su WhatsApp in meno di mezzo secondo.

Confronto con tecnologie successive

Parametro MMS WhatsApp (2009)
Costo €0.30-0.50 Gratuito
Dimensione file 300 KB 2 GB+
Tempi di consegna Fino a 5 minuti Quasi istantaneo

 

Altro confronto Tecnologico

Parametro MMS WhatsApp
Costo UE (2010) €0.35/msg (Fonte: EU Digital Single Market Report) Gratuito
Latenza 2-5 min (Fonte: GSMA IR.92, 2011) <1 sec

2023: 0.3% traffico mobile Italia (Fonte: AGCOM, Relazione Annuale 2023, p.45)

GLI MMS OGGI: RESIDUALE MA ANCORA PRESENTE

Anche se ormai obsoleti per l’uso quotidiano, gli MMS non sono completamente spariti. Alcuni usi di nicchia li mantengono ancora in vita.

Banche italiane: secondo ABI Lab (2022), circa il 12% degli istituti li utilizza per l’invio di codici OTP (One-Time Password) in zone dove la connessione dati è assente.

Protezione civile: in aree rurali prive di 4G, talvolta sono utilizzati per inviare allerte meteo o avvisi istituzionali (fonte: Dipartimento Protezione Civile, 2021).

Logistica e trasporti: alcune aziende li sfruttano per aggiornare la posizione dei mezzi in flotta in situazioni d’emergenza.

Servizi B2C: Coupon sconti (es: supermercati) in Paesi con poca copertura di banda larga.

Nota sugli otp

Gli OTP (One-Time Password) non sono MMS di per sé: sono codici testuali temporanei, solitamente inviati tramite SMS, app di autenticazione (come Google Authenticator) o notifiche push. Tuttavia, in alcuni casi specifici, vengono inviati tramite MMS, ma questo è raro e usato solo in contesti particolari.

Quando un OTP può essere inviato via MMS?

Perché non è comune?
Conclusione

Gli OTP non sono nati come MMS, ma in alcuni casi (rari ) possono essere inviati in questo modo , soprattutto quando SMS e rete dati non sono disponibili.

 

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