Storytelling e favole per aziende

Possiamo considerare le favole per aziende una forma particolare di storytelling.

SCRITTORI E PUBBLICITÀ

Molti brand (ma anche realtà commerciali minori) hanno scelto di comunicare attraverso la narrazione di storie, spaziando dal racconto al romanzo. Molte spesso, si sono rivolti scrittori di professione. Ad esempio, il romanzo “The Bulgari connection” ha avuto proprio questa genesi.

Un altro tipo di legame il mondo aziende e la scrittura è data dalla sponsorizzazione di eventi o di premi. L’esempio più significativo è, probabilmente, il Premio Strega.

Una terza forma di connubio è l’ingaggio di scrittori come testimonial o come copywriter. In alcuni casi, questi due aspetti si sono mescolati. Pensiamo a D’Annunzio. Produsse testi (soprattutto, coniò slogan e nomi) che aiutarono le aziende che si rivolsero a lui. Ma anche la sua firma giocò un ruolo importante. Possiamo dire la stessa cosa del sodalizio Campari-De Pero e quando Marinetti, in seguito all’autarchia causata dalle sanzioni, mise la propria penna a disposizione di una ditta che produceva un tessuto a partire dalla caseina. Ancora, uno scrittore può agire come ghostwriter.

DIGRESSIONE LETTERARIA (POTETE SALTARLA)

Oppure, la pubblicità può prendere in prestito dalla scrittura delle forme narrative. È il caso di uno spot della Enel con Giancarlo Giannini, che utilizzò il modello della cornice. Il Decameron è strutturato a cornice. Anche le 120 giornate di Sodoma del Marchese De Sade segue questo schema. Eccetera.

Che cos’è lo schema a cornice? Semplicemente, si racconta una storia in cui si raccontano altre storie. Di solito, le voci narranti sono quelle dei personaggi del primo livello. Una volta che una storia o una serie di storie è terminata si torna alla cornice. Ma ci può essere anche una storia dentro a un’altra storia, che a sua volta può essere dentro a un’altra storia e idealmente se ne possono mettere quante se vuole, senza soluzione di continuità. L’importante è che alla fine si ritorni alla vicenda iniziale e che i racconti di secondo, terzo livello cessino. Hanno fatto questa scelta stilistica, tra gli altri, Maurensig (Canone inverso) e Gabriele Arlo Scotti (Il ponte vacillante dei sospiri).

Anche nel cinema e nella televisione si usa questo schema ma naturalmente risente della specificità del mezzo tecnico. Mi viene in mente il film Titanic (1997), in cui la storia è il ricordo di Rose anziana.

CITAZIONI

Dopo questa digressione, torniamo al rapporto tra la pubblicità e letteratura (sotto questa voce metto anche poesie e canzoni d’autore). C’è anche la citazione di un testo. Lo si può riportare così com’è oppure modificarlo e addirittura stravolgerlo. La citazione non deve essere per forza del testo ma può essere anche un riferimento all’opera o al suo autore. La musica dello spot del’Ajax in cui le donne lanciano in aria i secchi è un’aria della Carmen di Bizet.

Storytelling e favole per aziende

Il copywriting attinge anche le favole. Credo che la più utilizzata sia Cappuccetto Rosso. Non mi dilungo sul fatto che anche i fratelli Grimm hanno modificato la storia, edulcorandola.

Fare riferimento a una favola così come a un’opera famosa è un modo per entrare in sintonia con il pubblico.

In generale, raccontare storie aiuta a comunicare in modo gradevole e incisivo ed è un modo per far sì che le persone si ricordino.

Se avete studiato filosofia sono quasi certo che vi ricordate più Platone di Aristotele. Perché raccontava delle storie.

La narrazione di storie non è certo in crisi e si adatta ai canali. Vi consiglio di guardare i video di Cartoni Morti. In particolare, Sono veramente euforico. Si tratta di una storiella a fini promozionali (di un’altra azienda).

Scrivereperglialtri fornisce anche un servizio di storytelling per aziende tra cui racconti e fiabe. Questa ultime possono essere scritte da Carlo Varesi.

Io invece ho scritto due romanzi ma faccio anche testi brevi.

Contattatemi se siete interessati.