Che cos’è la verità veloce?
UNA DEFINIZIONE NON VALIDA NEL GAME
Alessandro Baricco ha dedicato un capitolo di The Game al concetto di verità e a come questo sia cambiato rispetto al passato. Soprattutto rispetto al Novecento.
In un mondo leggero e dinamico come il nostro, una definizione come quella di Isaac Israeli ben Solomon, poi ripresa da Tommaso d’Aquino, non è più accettabile.
Qual è questa definizione? Veritas est adequatio rei et intellectus. La verità è la corrispondenza tra cosa e pensiero, tra cosa e parola. Tra una cosa e la sua rappresentazione linguistica .
Preciso che Baricco non cita Tommaso d’Aquino o Isaac Israeli ben Solomon.
Naturalmente, stiamo parlando di verità con la lettera minuscola, non di quella metafisica o teologica.
Ecco un passo del libro.
[…] un profilo certo delle cose, una versione verificabile dei fatti, una definizione attendibile di quel che accade. Sarebbe già qualcosa poter contare su questa forma, minore, di verità. Ma non è così. Nel game, qualcosa sembra rendere la verità dei fatti ancora più sfuggente di quanto sia stata in passato. [Pagina 271]
Il motivo? L’incompatibilità tra la natura del Game (dinamico, instabile, aperto) e quella della verità (lenta e sedentaria e solenne). Fluidità vs staticità.
LA VERITÀ VELOCE
Il Game ha modificato il design della verità e lo ha reso aerodinamico.
Eccoci al concetto di verità veloce. Si tratta di una notizia spogliata di tutti gli elementi che le impediscono di diventare virale.
Un esempio di verità veloce
L’esempio riportato è il seguente: nella settimana di Natale nel Regno Unito le vendite del vinile hanno superato i download. L’autore fa notare che non è proprio una notizia perché le vendite dei vinili sono in crescita già da molti anni. Tuttavia, la musica in formato digitale rappresenta il 60% del mercato di riferimento. I dischi il 6 (e almeno la metà dei loro acquirenti non li ascolta).
La ricetta del successo
Per rendere la notizia interessante bisognava fare qualcosa. Innanzitutto, renderla universale. Quindi, privarla delle dimensioni di spazio e di tempo. Pertanto, via quel nella settimana natalizia e via quel Regno Unito.
Secondo, ma non per importanza, bisognava sfruttare lo storytelling della lotta del passato contro il futuro, dell’analogico contro il digitale.
Le conseguenze
A questo punto, la verità veloce è pronta a diffondersi e inizia a correre. Per farlo, ha dovuto perdere esattezza e precisione e guadagnare sintesi e velocità.
Mentre si diffonde, dà visibilità a notizie analoghe con meno appeal. Ad esempio, l’incremento delle vendite delle penne stilografiche. Tanti oggetti ormai desueti sono affascinanti.
Inoltre, la storia dei vinili che battono i download può essere interpretata in due modi. Una è: «Il passato si è preso una rivincita del passato e siamo di fronte a un’inversione di tendenza. L’altra è: «Il nostro livello tecnologico è così avanzato che possiamo permetterci delle eccezion».
Ognuna avrà delle conseguenze concrete. Baricco fa questo esempio: i primi apriranno un caseificio tradizionale e gli altri un caseificio hi-tech.
IL RUOLO DELLO STORYTELLING
Secondo l’autore, lo storytelling non è legato solo alle storie e al racconto ma è la forma che prendono i fatti (e le cose, le persone eccetera) per essere più intellegibili. I vestiti sono lo storytelling con cui noi ci rapportiamo con il mondo. Non coincidono con noi ma non sono neanche qualcosa di completamente estraneo da noi.
Lo storytelling migliore è quello che dà l’assetto più aerodinamico a ciò che si vuole raccontare. Ossia quello che aiuta meglio la comprensione e la diffusione. Anche a costo di sacrificare qualcosa.
VERITÀ VELOCI E MORALE
Le verità veloci sono parenti di fake news, bufale, leggende metropolitane e clickbaiting? Di primo acchito, direi di sì. Ma, forse, manca loro la componente fraudolenta o quella complottista. Però, Baricco scrive che le «chiamiamo menzogne quando raccontarle non siamo noi ma gli altri. In altri tempi le chiamavano eresie». E ricorda che una menzogna di Colin Power («l’Iraq ha le armi batteriologiche») portò alla Seconda Guerra del Golfo.
Travisamento: storia di un libraio frainteso
Il capitolo, intitolato Sulle comete-Quel che resta della verità (pagine 271-294), racconta anche la storia del libraio di Lorient che aveva appeso davanti alla vetrina un cartello con su scritto: «Non abbiamo il libro di Trierweiler». Molti suoi colleghi lo imitarono e aggiunsero: «in compenso, abbiamo Balzac, Maupassant, Proust» o
[…] non ci piace essere la spazzatura di Trierweiler e Holande». Insomma, lo videro come un atto di ribellione. In realtà, il libraio di Lorient non ce l’aveva perché non era ancora arrivato e ha voluto avvisare i suoi clienti. Anzi, ha anche detto che lo avrebbe letto.
ALTRE CITAZIONI DAL CAPITOLO SULLE COMETE
- Nel campo aperto del Game, molte cose sembrano diventare imprendibili, e una è la verità. [Pagina 271]
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Praticamente tutti sappiamo che un sistema pericoloso, che porta in sé la possibilità reale di costruire efficaci e Verità veloci fondate su quasi nulla o su fatto inventati. Ma stiamo imparando a controllare il fenomeno, stiamo lavorando duro per inventare vaccini e antidoti. Praticamente, tutti ci rendiamo conto che […] che ci siamo costretti a vivere con verità friabili, sempre il movimento, […] ma in qualche modo, e in qualche parte istintiva della nostra mente, ci ricordiamo che troppa salvezza della verità e fermezza dei fatti hanno generato un disastro di cui siamo scappati: per cui non molliamo. (Anche in altre parti del libro Alessandro Baricco dice che il Game è nato come reazione ai disastri del Novecento. M.P,). [Pagina 297].
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Ma […] una volta che ho individuato delle soluzioni che più o meno mi piacciono e quadrano con il mio sistema di valori, devo avere la freddezza di scegliere non quella che sulla carta dà migliori risultati, ma quella che la gente può capire, fare sua, metabolizzare, incarnare e realizzare ogni mattina che esce di casa. Rinuncio alla soluzione più giusta se tanto non riesco a fare a farla rotolare nel Game. Scelgo l’imprecisione se mi assicura movimento. Sacrifico il cavallo, se questo mi porta a raggiungere il centro della scacchiera. Perché una soluzione perfetta che non riesco a spiegare alla gente è destinato a fallire. Peggio: è destinata a perdere contro soluzioni assai più scadenti ma dotati di forte aerodinamicità: spesso sono quelle scelte dai tuoi avversari. [Pagina 295].
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