Scrivere per l’infanzia

(Da “Coywriting tra arte e tecnica, a cura di Anna Zuccaro“, edizione Webbook).

OBIETTIVI DELLA SCRITTURA PER L’INFANZIA

Scrivere per i bambini non è facile. Soprattutto, è molto importante, quasi fondamentale. Anzi, in certi casi è proprio fondamentale, nel senso letterale della parola, perché si gettano le fondamenta del loro sapere. Magari dimenticheranno quello che hanno letto, ma rimarrà a livello inconscio. Inoltre, potete stimolare la loro curiosità, la loro voglia di conoscere o l’interesse per le storie e per i libri.

Il titolo del paragrafo del libro (5.5) è “scrivere per l’infanzia e oltre”. Qual è il senso del titolo? Che la forbice è molto ampia e va dai bambini molto piccoli ai ragazzi.

Come avrete intuito, bisogna differenziare il contenuto, il linguaggio (e anche la lunghezza delle frasi, in questo caso) in base alla fascia d’età. Sulle copertine di solito trovate la fascia d’età,

Se sono molto piccoli, sarà un adulto a leggerlo, poi diventano sempre più autonomi.

Ci sono tanti tipi di libri per l’infanzia. Narrativa, poesia, albi illustrati, libri gioco, libri per imparare, fiction e testi di divulgazione.

Il capitolo che sto recensendo si concentra sull’albo illustrato. Un tipo di libro che può essere solo d’intrattenimento. Ma può essere un modo per imparare. Pensate ai libri sui dinosauri con tutte le figure.

Ci può essere un macrotema, ad esempio la natura, cui si può dare un taglio particolare e circoscrivendo un argomento preciso, ad esempio gli insetti.

Lo spunto può essere dato da un evento, come Expo 2015.

Il libro dice che lo scrittore deve avere interesse per l’argomento. Sì e no, secondo me.

Sì nel senso che non deve fare le cose per sfruttare una moda del momento, se sceglie lui l’argomento.

No perché spesso non è l’autore a scegliere l’argomento ma il cliente o il caporedattore e bisogna farlo (vale in tutti gli ambiti della scrittura).

Visto che si parla di album illustrati, parole e immagini si devono compenetrare, completare, essere in armonia, in equilibrio, ma anche avere una vita e un senso indipendente le une dalle altre.

Il testo deve emozionare il bambino, divertirlo, interessarlo.

E le parole? Il linguaggio dev’essere semplice ma non sciatto. Le parole nuove, alcune possiamo spiegarle, altre le devono cercare sul vocabolario, altre chiederne il significato, altre ancora capirle dal contesto.

LA MIA TESTIMONIANZA

Comunque, lavoro anche in una scuola elementare e vi posso dire che:

1) Ai bambini piace Geronimo Stilton e Diario di una schiappa

2)  Una  bambina di 8 anni ha letto il diario di Anna Frank e una di 9 Il Signore degli Anelli e una di 6 e mezzo conosce benissimo la saga di Harry Potter.

Inoltre,  a 9-10 anni facevo  le ricerche utilizzando l’enciclopedia Universo

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Se volete, posso occuparmi dei vostri testi.

Contattatemi al 3713268100 o mandate un’e-mail a scrivereperglialtri@gmail.com

Ecco una recensione che ho scritto recentemente

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