Blocco dello scrittore, superatelo parlando

Tone of voice

Avete il blocco dello scrittore? Il terrore della pagina bianca?

Sapete che cosa dovete fare? Parlare. Parlate con la pagina bianca.

Sapete che potete dettare il testo a Word?

È possibile farlo anche su Gmail.

Trovate il simbolo del microfono, cliccateci e quando diventa blu iniziate a parlare. Vedrete che compariranno le parole che pronunciate, come se ci fosse un dattilografo invisibile.

Esistono anche delle applicazioni che permettono di farlo.

In certi momenti, non è che non si abbia niente da dire: il blocco riguarda proprio l’atto dello scrivere. Parlare può essere più facile che scrivere.

Questo metodo ha anche il vantaggio di velocizzare le operazioni.

Come usare questo sistema per vincere il blocco dello scrittore

Potete utilizzarlo sia per i testi di tipo narrativo sia per quelli “non fiction”.

Questi ultimi, secondo me, sono quelli su cui il calo della creatività incide meno: tra keyword, piani editoriali creazione di contenuti e testi marketing c’è sempre qualcosa da scrivere.

Quando, invece, si scrive un racconto o un romanzo, la situazione cambia.

Il mio consiglio è quello di dettare a Word solo le parti in cui parla la voce fuori campo. Questo perché molto probabilmente la voce fuori siete voi. Pertanto, sarà più semplice.

Invece, quando si creano i dialoghi o si fanno agire o pensare i personaggi, occorre essere credibili.

Vale soprattutto quando li si fa parlare: dovete saper cambiare registro, lessico, modo di strutturare la frase, tono di voce. Tutte questi elementi devono essere coerenti con il contesto.

Non è facile, anche perché occorre una buona dose di creatività. Cosa che non si ha quando c’è il blocco dello scrittore.

Per lo stesso motivo, evitate le descrizioni.

È vero, registro, lessico, modo di strutturare la frase e tono di voce vanno adattati anche quando si tratta di testi non fiction. Ma secondo me, è meno difficile,

Se non altro, perché una volta che si è iniziato a produrre un testo, tutti questi elementi rimarranno costanti.

Al contrario, in quelli narrativi, il passaggio da un registro all’altro è più frequente. Ad esempio: dialoghi/voce narrante.

Ma a parte questo, far parlare i personaggi in modo credibile è complesso. Soprattutto quando dialogano. In quel momento, la creatività dev’essere davvero molta.

CORREZIONI E MODIFICHE

Adesso parliamo di un altro inconveniente legato alla scrittura con la voce e che in parte si ricollega a quanto abbiamo appena detto.

Non possiamo riportare fedelmente la forma orale. Infatti, quando parliamo, utilizziamo degli intercalari, facciamo delle ripetizioni, strascichiamo le parole, usiamo formule come doppio accusativo e così via.

Nel parlato sono normali ma se le leggiamo ci sembrano strane.

Anche prestando molta attenzione come sto facendo io in questo momento, qualche cosa può scappare.

Pertanto, bisogna ripulire il testo.

L’ultimo inconveniente è di tipo tecnico.

Ad esempio, ogni tanto Word capisce una prova per un’altra. Oppure non sente e dobbiamo ripetergliela più volte. Può andare via la connessione. Tutto questo può portare a un rallentamento del lavoro.

Dettare un testo a Word è utile per creare delle bozze su cui lavorare.

Inoltre, se non salviamo subito, rischiamo di perdere tutto il testo.

Io uso anche un un’applicazione.

Salva le bozze in automatico e al termine di ogni frase presenta una lista di possibilità di quello che ha capito e noi dobbiamo cliccare sull’opzione corretta. Se non c’è, dobbiamo ripetere la frase.

Questo è un po’ macchinoso e rende il lavoro meno fluido rispetti a quando lavoriamo su Word scrivendo con la voce ma ci fa risparmiare tempo quando poi rivediamo il testo.

Se il testo deve essere in Seo, le modifiche vanno fatte per forza. A meno che non lo facciate già in fase di produzione/dettatura.

Io mi occupo di copywriting sia scrivendo testi sia insegnando come si fa.

Se siete interessati, mi potete contattare.

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