Che cos’è l’email marketing?

Che cos'è l'email marketing?

Le email marketing sono email che hanno come scopo la vendita di un prodotto/servizio oppure la promozione (la brand awareness) dell’azienda che le invia.

QUANTI TIPI DI EMAIL MARKETING ESISTONO?

Possono essere di tre categorie: transazionali, newsletter e dem

Email transazionali

Sono quelle che una persona riceve in automatico dopo aver fatto o non fatto qualcosa.

L’esempio classico è dato dalle email di benvenuto. Sono quelle che riceviamo dopo aver effettuato la registrazione a un sito o a un social.

Altre email che appartengono a questa categoria sono quelle del tipo:

  • abbiamo preso in carico il tuo ordine;
  • grazie per il tuo acquisto/donazione;
  • abbiamo notato che è da un po’ che non apri le mail;
  • non hai ancora completato il tuo acquisto.

Vengono generate automaticamente dopo che il destinatario ha fatto qualcosa oppure se il sistema rileva un certo tipo di comportamento. A differenza di quelle che rientrano nelle altre due categorie, le mail transazionali non possiamo inviarle in modo massivo. Significa che non vengono mandate contemporaneamente a tutti i contatti della mailing list o a una parte.

Gli esperti di marketing suggeriscono di sfruttare al massimo le email transazionali perché tra le tre tipologie sono quelle con il tasso di apertura più alto. Come? Per esempio, proponendo uno sconto.

Newsletter

Hanno un contenuto di tipo informativo, inteso come approfondimento.

Il loro obiettivo è trasmettere il messaggio che chi le invia conosce bene il settore. Soprattutto, bisogna dire qualcosa di interessante per il proprio pubblico.

Possiamo paragonarle al content marketing, cioè al marketing che si basa sulla produzione di contenuti.

Infatti, entrambi puntano a creare fiducia intorno a chi li fa, a far capire che un è esperto, un’auctoriras.

Certo, lo scopo è sempre la vendita, ma si vuole raggiungere l’obiettivo in modo meno diretto. Di conseguenza, quasi sempre le newsletter terminano con una call to action e molto spesso questa call to action chiede al lettore di acquistare qualcosa o di andare in negozio.

Invece, esempi di call to action meno spiccatamente commerciali sono:

  • partecipa al nostro webinar;
  • prenota una consulenza gratuita.

Le newsletter sono anche un modo per tenere aggiornati i follower sulle nostre attività. Non a caso, fanno parte di questa categorie anche quelle mail che comunicano che sul blog è presente un nuovo articolo o che c’è una promozione.

Dem

È un acronimo che sta per direct email marketing. Come si può intuire, puntano direttamente alla vendita o a un’azione che la possa precedere. Per esempio, la call to action potrebbe essere: vieni nel nostro studio.

Le tecniche utilizzate sono quelle classiche, come l’aida e il pas e i loro derivati.

Occorre tenere conto di due fattori: L’esistenza del problema. La consapevolezza del problema. Il lettore ha quel problema? Se risposta è negativa, non sarà interessato a quello che il mittente gli vuole proporre.

Però si può puntare sul fatto che un giorno gli si potrebbe presentare e quindi consigliargli di giocare d’anticipo.

Allo stesso modo, possiamo fargli prendere coscienza del problema o instillare un dubbio. Il lettore sa di avere un problema ma ancora non sa come risolverlo? Oppure ci conosce ma è ancora indeciso se contattarci o meno? Bisogna far sì che prenda una decisione e che questa decisione consista nello scegliere noi.

Come si fa? Facendogli capire che siamo quelli più adatti a risolvere il problema e magari proponendogli uno sconto o un altro beneficio se verrà da noi entro una certa data.

Le dem spesso sono più dirette, più essenziali. Anche loro propongono degli sconti, come si può immaginare.

EMAIL MARKETING E STORYTELLING

A volte, le email marketing assumono la forma dello storytelling e capita che il mittente ci racconti il percorso di vita e professionale che lo ha portato a intraprendere quell’attività e ad avere successo. Senza nascondere le difficoltà.

Vogliono mostrare il lato umano del brand. L’intento, secondo me, è duplice. Da una parte, seguono la tendenza del momento, che diffida della perfezione, dell’asetticità e della distinzione netta tra la dimensione pubblica e quella privata. In questa cornice s’inseriscono anche le email in cui il mittente racconta al lettore alcuni aspetti della sua vita: che cos’ha fatto il giorno prima, dove ha passato le vacanze e così via.

Dall’altra, il messaggio è: molla tutto, credi nei tuoi sogni, cambia vita. Come ho fatto io, come hanno fatto i miei studenti. Io ti posso aiutare.

CONSIGLI SUL CAMPO OGGETTO

L’oggetto deve essere accattivante. Non deve essere vuoto ma nemmeno troppo lungo: gli esperti suggeriscono massimo tredici parole.

Anche l’anteprima può essere utile.

DOMANDE

Perché non possiamo utilizzare il nostro account di posta elettronica per l’email marketing?

Perché i provider come Gmail, Libero, Virgilio, Yahoo etc sono fatti per la comunicazione privata o, al massimo per gruppi, di poche persone. E di conseguenza, se lo facessimo, rischieremmo seriamente di finire nello spam.

Un’altra conseguenza negativa sarebbe questa: se invio una newsletter con il mio indirizzo di posta e questa finisce nello spam, anche quando mando una mail privata a uno della lista questa potrebbe fare la stessa fine.

Pertanto, è necessario utilizzare delle piattaforme apposite come SMS Hosting.

Quali sono le metriche da considerare?

Le più importanti sono tre: tasso apertura della mail, tasso di click sul link (se c’è) e tasso di disicrizione. A proposito di quest’ultimo, l’opzione per farlo dev’essere presente e ben visibile. Alcuni siti inviano una mail transazionale per chiedere il motivo.

Perché l’email marketing è una scelta vincente?

  • Perché il roi (return of investimenti) è molto vantaggioso: in media, il ritorno economico è molto più alto rispetto all’investimento. Un dollaro ne può generare fino a 42.
  • Non bisogna spendere cifre elevate per far arrivare il messaggio a più persone possibili, come. invece per le sponsorizzate dei social.
  • I prezzi delle piattaforme sono abbastanza bassi, specie entro un certo limite di invii mensili (siamo nell’ordine delle migliaia).
  • Non spendiamo soldi quando qualcuno apre la mail come avviene con le ads di Google o di altri motori di ricerca.
  • La mail arriva al destinatario (salvo spostamenti in spam) perché non sono mediate dall’algoritmo e non dobbiamo competere per salire nella serp.
  • I contatti sono di nostra proprietà e possiamo disporne sempre. Invece, se ci limitiamo a fare marketing sui social c’è sempre il rischio che ci chiudano la pagina o addirittura il profilo o che, meno tragicamente, ce lo blocchino per qualche tempo o che lo hackerino.
  • Anche un indirizzo di posta può essere hackerato. Oppure possiamo avere problemi di accesso. Se capita, non possiamo disporre dei nostri contatti. Per questo conviene tenerli su un file. E poi vale quanto detto prima sulla necessità di utilizzare una piattaforma specializzata.
  • Le email marketing arrivano esclusivamente a persone che conoscono la nostra azienda perché possiamo inviarle solo a chi ha chiesto o ha accettato che gli venissero spedite. È vero, possiamo comprare delle liste di indirizzi, ma è una pratica strasconsigliata. Infatti, anche se qualcuno ha firmato il consenso alla cessione dei propri dati, più o meno consapevolmente, a che cosa serve inviare qualcosa a chi non interessa? C’è anche il rischio che ci mettano in spam e se tante persone lo fanno (in realtà ne bastano 3 o 4), il provider tenderà a farlo anche per gli altri della lista.                                    

SERVIZIO

Se siete interessati a un servizio di email marketing, contattatemi per un preventivo e per saperne di più. Uso la stessa piattaforma che utilizzo per gli sms marketing.

Autore: Massimiliano Priore

Servizi di scrittura per partite iva. Consulenza sull'allestimento di mostre.

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