Recensione del libro di Emilio Silvestri L’ho letto su Internet– Dalla pagina (Instagram, NDA) Miti da sfatare, Giunti Editore, Milano, 2022.
INTRODUZIONE A “L’HO LETTO SU INTERNET”
A discapito del titolo, le false credenze protagoniste del libro L’ho letto su Internet si sono radicate ben prima della diffusione del Web. Al massimo, la Rete ne ha accelerato la circolazione. O le ha rafforzate nella teste in cui erano presenti. Devo ammettere che in alcuni casi c’ero cascato anche io. Per fortuna, grazie all’opera di debunking di Emilio Silvestri, studente di chimica all’Università di Parma, ho potuto correggere i miei errori.
La credenza che più di tutte mi è dispiaciuto abbandonare è la seguente: la direzione dei vortici non dipende dall’emisfero in cui si trovano. Lo avevo appreso dai Simpson. Anche Lisa a volte sbaglia.
CHI LI HA DIFFUSI?
Spesso, i responsabili della nascita e/o del successo di questi falsi miti sono stati il cinema e la televisione. Ad esempio, lo sapevate che non è vero che le carote sono il cibo preferito dei conigli? Se lo pensiamo, dice l’autore, molto probabilmente è per via di Bugs Bunny, che venne modellato su Clark Gable, il quale nella scena del film Accadde una notte (1934) mangia questo ortaggio.
Questa potrebbe sembrare una bufala innocua. Alla fine, a quali danni potrebbe portare? A cariare i denti dei conigli domestici. Infatti, una percentuale rilevante di questi animali domestici soffre di questa patologia. La causa è proprio l’eccesso di carote, che per loro è un cibo occasionale.
Altre le abbiamo apprese dai nostri genitori o dai nostri nonni: la ruggine causa il tetano, dopo mangiato bisogna aspettare almeno tre ore prima di fare il bagno, il cioccolato provoca l’acne, leggere al buio e stare troppo vicini al televisore sono azioni che possono danneggiare la vista eccetera.
Il ruolo della scuola
Altre ancora, paradossalmente, dai libri di scuola. Ad esempio, lo sapevate che il cavallo di Troia forse non era un cavallo ma una nave? L’equivoco nasce dal fatto che in greco la parola ippos aveva entrambi i significati.
Per fortuna, nella maggior parte dei casi la scuola ci dà anche le conoscenze utili per non commettere degli errori. Mi viene in mente la distanza della Terra dal sole. Il 21 giugno è massima, il 21 dicembre minima. È contro-intuitivo (almeno, nell’emisfero boreale), ma è così.
NON CI CREDIAMO PIÙ (FORSE)
Altri falsi miti stanno vacillando già da un po’ di tempo: Napoleone non era così basso, i francesi non ci hanno rubato la Gioconda, gli elmi dei vichinghi non avevano le corna, il frutto proibito non era una mela.
Inserisco in questa categoria anche le bufale inerenti al Medioevo, tutte presenti nella sezione Speciale storia (ecco la lista delle sezioni del libro: Speciale genitori; Speciale benessere; Speciale alimentazione; Speciale scienza; Speciale animali; Speciale storia; Speciale allunaggio; Speciale Hollywood perché ormai non sono più così diffuse). Probabilmente, un contributo importante lo ha dato il professor Barbero. Comunque sia, per quei pochi (si spera) che non lo sanno: in quest’epoca non credevano che la Terra fosse piatta, non ci fu la caccia alle streghe (è più un fenomeno rinascimentale), alle donne non veniva imposta la cintura di castità.
EPPURE…
Alcuni di questi errori hanno un senso. Ad esempio, il quack dell’anatra emette un’eco molto debole. Pertanto, possiamo giustificare chi pensa che il verso di questo animale non produca un ritorno acustico. Il capitolo s’intitola “Il quack dell’anatra non ha eco” (p. 135).
Allo stesso modo, è vero che il croissant deriva dal kipferer austriaco, tanto che appartiene alla categoria delle viennesoires. Tuttavia, i pasticceri francesi hanno fatto delle modifiche importanti. (Croissant p. 69).
Infine, la credenza seconda cui il latte non pastorizzato farebbe male è diventata vera. Ma, secondo l’autore, era falsa quando le mucche si nutrivano in modo conforme alla propria natura (cioè quando pascolavano e mangiavano l’erba). Dice che le cose sono cambiate da quando il regime alimentare di questi bovini viene deciso dall’industria (cioè da quando danno loro anche cibi non proprio consoni, come i cereali).
Quali sarebbero i vantaggi del latte crudo? Silvestri lo spiega a pagina 77:
“Oltre a uccidere i batteri potenzialmente dannosi, la pastorizzazione elimina anche molti microrganismi benefici […]. Inoltre, il latte non pastorizzato potrebbe essere una potenziale alternativa per le persone intolleranti al lattosio perché contiene il lactobacillus che lo scompone direttamente”.
A questo si aggiunga il fatto che spesso le mucche da latte vivano in spazi ristretti e antigienici. Nel capitolo è presente pure questo fattore.
SALUTE
Naturalmente, nel libro si parla anche di credenze che possono danneggiare la salute umana. Ne cito due. Dopo essersi lavati le mani è meglio utilizzare l’asciugamani ad aria invece che le salviette di carta. Non è vero. Innanzitutto ci si impiega più tempo. Inoltre, soprattutto, il soffione diffonde gli agenti patogeni per la stanza. Lo ha dimostrato una ricerca dell’Università Statale di Milano. Ho scelto questo esempio perché la youtuber nipponica Erikottero, alias Eriko Kawasaki, ha fatto un video su questo argomento. Ha spiegato che nel suo Paese (lei vive in Italia) durante la pandemia hanno vietato l’uso degli asciugamani ad aria per evitare che spargesse il virus.
Il Giappone c’entra anche con la seconda falsa credenza, per rinforzare le ossa è necessario assumere latticini. Allora, chiede l’autore, perché i nipponici non hanno problemi di osteoporosi? Anzi. Eppure, quasi tutti sono intolleranti al lattosio. E nella loro tradizione non esistono prodotti caseari. In più, due ricerche condotte in Italia hanno stabilito una correlazione tra l’assunzione regolare e abbondante di latte e latticini e fragilità delle ossa.
SPUNTI DI CONVERSAZIONE (UNO DEI SENSI DI “L’HO LETTO SU INTERNET”)
Il libro ha pure una finalità leggera. Infatti, nell’introduzione si può leggere:
“(..) last but least, potrebbe anche rivelarsi, chissà, una buona fonte di spunti di conversazione
Per ravvivare quelle cene piene di silenzi imbarazzanti che tutti odiamo”.
L’AUTORE DI “L’HO LETTO SU INTERNET”
La sua formazione come chimico emerge spesso nel libro. Cito un passo a mo’ d’esempio.
Anzitutto, le ghiandole della pelle del comune rospo italiano […] producono una sostanza tossica irritante, niente che faccia sballare. In secondo luogo, soltanto una su più di 200 specie di rospi […] secerne sostanze psichedeliche. Insieme però a molecole che influiscono sul ritmo cardiaco e possono provocare infarti e aritmie. Oltretutto, la bufotenina è un alcaloide estremamente tossico se ingerito, potenzialmente fatale (p.206). In generale, quando l’argomento lo consente, le sue confutazioni sono basate su esperimenti condotti da altri scienziati e/o sulle sue competenze.
