Spesso, leggo ai miei studenti un passo del romanzo Trilogia della città di K per rimarcare la differenza tra linguaggio oggettivo e linguaggio soggettivo. Il Capitolo si intitola i nostri studi (pp 26-27). Ve lo riporto. Ho mantenuto la punteggiatura e la grafia utilizzate dall’autrice, Agota Kristof (Ágota Kristóf). Ho ripetuto il nome perché ho sia la versione presente sulla versione cartacea, pubblicata dalla Einaudi (la prima. alla quale fanno riferimento le citazioni che ho inserito in questo post), sia quella presente su molti siti.
I NOSTRI STUDI
Per decidere se è bene o non bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo, ciò che facciamo.
Ad esempio […], è proibito scrivere «La Piccola Città è bella», perché la Piccola Città può essere bella per noi e brutta per qualcun altro.
Allo stesso modo, se scriviamo «L’attendente è gentile, non è una verità, perché […] può essere capace di cattiverie che noi ignoriamo. Quindi scriveremo semplicemente «L’attendente ci regala delle coperte».
L’ACQUISTO DELLA CARTA, DEL QUADERNO E DELLE MATITE
Nel capitolo precedente (L’acquisto della carta, del quaderno e delle matite, pp. 24-25]. invece, vediamo un’esempio di contestualizzazione dei registri linguistici, ossia di come conti anche chi pronuncia certe parole e in quale situazione.
I soggetti del dialogo sono il cartolaio e i i gemelli Hans e Claus, i protagonisti del libro. O, almeno, della prima parte, Il grande quaderno. Anche in questo caso, ho cercato di essere il più fedele possibile.
Diciamo:
– Siamo disposti a effettuare qualche lavoro per lei in cambio di queste cose […].
– Esclama di nuovo:
– […] Non ho bisogno di voi. E poi non potete parlare normalmente?
– Noi parliamo normalmente.
– Dire alla vostra età «disposti a effettuare», vi sembra normale?
– Noi parliamo correttamente.
– Troppo correttamente, sì. Non mi piace per niente il vostro modo di parlare.
La frase «E poi non potete parlare normalmente?» mi ha ricordato l’inizio di Django Unchained, quando uno dei mercanti di schiavi dice due volte al dottor King Schultz: «Parla cristiano!».
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