Possiamo considerare i libri un prodotto multimediale? Se per prodotto multimediale intendiamo qualcosa destinato alla divulgazione di informazioni o notizie e che coinvolga più canali sensoriali allora la risposta è sì.
Naturalmente non tutti i prodotti che stimolano più sensi sono da considerare multimediali: per esempio, un pacco che coinvolge il tatto e la vista non lo è così come un edificio pur coinvolgendo vista udito tatto (e talvolta anche l’olfatto) non veicola un messaggio strutturato in senso comunicativo.
ESEMPI DI LIBRI MULTIMEDIALI
Un libro illustrato invece può esserlo perché unisce testo e immagine per trasmettere contenuti. E ancora di più lo è un eBook che può contenere collegamenti ipertestuali audio video o animazioni. Cliccando su una parola ad esempio si può aprire un link di approfondimento.
Questi libri diventano così non solo prodotti multimediali ma anche interattivi offrendo un’esperienza di lettura più ricca e dinamica.
In un certo senso tutti i libri – così come gli articoli di giornale – sono già ipertestuali. Anche se non possiamo cliccare su una parola o un rimando come facciamo sul web ogni testo scritto fa riferimento a qualcosa che esiste al di fuori di sé: un concetto un evento un’opera. Le note le citazioni i riferimenti bibliografici sono a tutti gli effetti collegamenti manuali ad altri contenuti proprio come gli hyperlink.
Un esempio concreto è il libro-game, dove il lettore viene invitato a saltare da una pagina all’altra in base alle sue scelte. In questo caso si può dire che il libro presenta collegamenti ipertestuali interni cioè rimandi tra parti dello stesso testo che costruiscono un’esperienza narrativa non lineare. Gli eBook uniscono entrambi gli aspetti: possono contenere link interni (come nei libri-game) e link esterni che portano il lettore fuori dal testo su altri contenuti digitali.
IL RUOLO DEL LETTORE
In questo senso la lettura diventa una vera e propria navigazione. Ogni testo porta in sé una struttura potenzialmente ipertestuale anche quando non è digitale. Il riferimento esterno (a un altro testo un’opera un fatto storico) o interno (una nota una citazione un rimando a un’altra pagina) rappresenta una rete di significati anche se non è cliccabile. L’arrivo del digitale e dell’eBook ha solo reso esplicito dinamico e immediato ciò che nella lettura tradizionale era implicito o mentale.
E i libri-game sono perfetti per spiegare questo passaggio. La lettura non lineare è un’esperienza in cui il lettore non segue più un ordine fisso e predeterminato. Infatti, costruisce il proprio percorso attraverso scelte rimandi e collegamenti. È una modalità che si afferma con forza nel mondo digitale ma ha radici anche nella lettura tradizionale come nei libri-game o nei testi con note e apparati critici.
Nel web e nei contenuti multimediali questa struttura diventa esplicita. I link ipertestuali permettono di saltare da un argomento all’altro da un contenuto a un video da una definizione a una fonte.
Il lettore diventa navigatore decide in autonomia cosa esplorare quanto tempo fermarsi quali strade seguire. Questa libertà offre opportunità enormi ma chiede anche nuove competenze: capacità di orientarsi selezionare valutare le fonti. La lettura non è più solo lineare e sequenziale ma reticolare dinamica e personalizzata.
