Zero-click content
Zero-click search
Casi particolari
Sono contenuti di cui possiamo fruire senza dover cliccare.
Entrambe le espressioni si riferiscono a dinamiche digitali che evitano il bisogno di cliccare per ottenere un’informazione o completare un’azione, ma si applicano in contesti leggermente diversi. Ecco le differenze.
Zero-click content
Sono contenuti creati per essere consumati completamente nel luogo in cui sono stati pubblicati. Il loro habitat naturale sono i social media, compreso Youtube. Ma anche il contenuto di una newsletter o di un sms marketing/messaggio su WhatsApp Business può rientrare in questa categoria.
I creator li utilizzano anche per attrarre attenzione e creare fiducia prima di portare traffico altrove.
Zero-click search
Si ha quando, in seguito a una query, l’informazione desiderata è già visibile ed evidenziata nella serp. estrapolata da un contenuto. Siccome queste informazioni trovano prima del risultato in pole position, si dice che occupano la posizione zero.
Il termine tecnico della posizione zero è featured snippet. Gli snippet sono le anteprime.
Esempio di featured snippet: se cerchiamo definizione di empatia, la visualizziamo subito.
Casi particolari
1) Risposte generate dall’intelligenza artificiale direttamente nella SERP, spesso prima di qualsiasi link organico, nella cosiddetta posizione 0.
Questo nuovo spazio è noto come AI Overview (in italiano: “Panoramica dell’IA”) e contiene:
- una risposta sintetica alla query dell’utente,
- spesso con fonti citate,
- e senza bisogno di cliccare su siti esterni per avere un’idea generale.
In un certo senso, è un’evoluzione dei featured snippet: invece di estrarre un paragrafo da un solo contenuto, la risposta è basata su più fonti e modelli linguistici.
2) Anche il meteo può essere un esempio di featured snippet, ma solo in senso esteso.
Tecnicamente, la posizione zero è riservata a quei riquadri in cima ai risultati organici che riassumono una risposta presa da una pagina web (con link alla fonte).
Il meteo, invece, è spesso mostrato in un box visivo con grafici e icone. In quel caso, è più appropriato parlare di rich result o knowledge panel, ma l’effetto è lo stesso: l’utente ottiene l’informazione senza cliccare.
3) Lo possiamo estendere, seppur forzatamente, alle schede delle attività commerciali perché spesso appaiono prima dei risultati organici, forniscono informazioni complete (orari, telefono recensioni, mappa, sito eccetera) e permettono all’utente di ottenere ciò che cerca senza dover entrare.
Quindi, anche se non sono featured snippet in senso stretto, funzionano come se lo fossero. Si tratta di formati diversi ma con effetto simile: l’utente si può fermare lì.
4) La Google Knowledge Graph (o pannello informativo) rientra pienamente nello zero-click search perché fornisce all’utente informazioni direttamente nella pagina dei risultati di ricerca. È una banca dati semantica che collega persone, luoghi e concetti. Viene utilizzata per generare pannelli informativi nei risultati di ricerca e mostrare informazioni strutturate. Genera pannelli informativi (knowledge panels) visibili nei risultati di ricerca.
Questi pannelli informativi di solito includono:
- una descrizione testuale (presa da fonti come Wikipedia),
- immagini,
- dati strutturati (date, luoghi, opere),
- collegamenti ad altri elementi correlati.
Per capire meglio, cercate informazioni su un vip o un personaggio storico. Sono le informazioni che vedete in alto.
Il Knowledge Panel è quindi un riquadro informativo fisso con testi, immagini e dati su persone, luoghi, aziende eccetera. Spesso si trova sulla destra (desktop) o in alto (mobile),
5) I caroselli, invece, sono gruppi di risultati visualizzati in orizzontale (spesso con immagini e titoli), usati per film, prodotti, ricette e così via.
Possono rientrare nello zero-click quando forniscono già abbastanza informazioni da soddisfare l’intento di ricerca senza che l’utente debba cliccare.
Non tutti i caroselli sono zero-click. Ma molti ci rientrano. Lo stesso discorso vale per il Knowledge Panel: in molti casi, l’informazione non è esaustiva senza cliccare.
Spesso appaiono prima che uno finisca di scrivere o suggeriscono contenuti collegati alla query, seguendo una logica predittiva.
Nota
La presenza delle immagini ci aiuta a capire che la SEO non riguarda più solo i testi, ma anche immagini, collegamenti, video e persino podcast.
Google (ma ormai non solo lui) nella SERP non ci propone più non solo link testuali (detti anche link blu), ma anche altri tipi di contenuto. Andate anche su Semrush e cercate “funzionalità in serp”.
Anche le risposte che otteniamo dagli assistenti vocali sono esempi di 0 click search. Ecco perché:
Non clicchiamo su link, ma riceviamo una risposta diretta e vocale.
- L’informazione arriva tramite linguaggio naturale, spesso in pochi secondi.
- L’interazione è spesso one-shot: chiedi e ottieni.
Al contrario, nell’altro caso, è una scelta dell’algoritmo, dell’Ai (se le chiediamo qualcosa ci pensa lei a fare le ricerche) o dell’assistente vocale.
