Scerbanenco, Milano, i gialli e l’Ucraina

brown concrete building under blue sky during night time

Non essendo questo un sito politico ma di scrittura (diciamo di carattere tecnico, anche se poi a volte alleggerisco la forma utilizzando lo storytelling), non faccio quasi mai articoli di cronaca, se non quando c’entra la lingua e pertanto non avrei scritto niente riferito alla guerra in Ucraina se non fosse stato per Scerbanenco e la sua Milano criminale.

Infatti, uno più dei più grandi scrittori milanesi di tutti tempi era nato in Ucraina.

Scerbanenco, il giallo e Milano

Perché lo definiamo uno dei più grandi di tutti i tempi? Perché è stato lui a creare il genere dei polizieschi ambientati a Milano. Senza di lui probabilmente non avremmo avuto tutti quei romanzi e tutti quei racconti e tutti quei commissari milanesi (di nascita o di adozione).

È vero, Duca Lamberti non era un commissario e neppure un investigatore, bensì un medico radiato dall’albo per aver praticato un’eutanasia su un malato terminale.

Senza di lui non avemmo avuto un film come Milano Calibro 9, con un grande Gastone Moschin.

Giallo nordico

Potremmo fare un parallelo con Stieg Larson e i gialli scandinavi. Anche non è stato il primo autore di libri gialli ambientati nei Paesi nordici, senza di lui forse non ci stato il boom.

Tuttavia, non  dobbiamo dimenticare il libro di Peter Høeg Il senso di Smilla per la neve e il film che ne è stato tratto. È il libro in cui si dice che la lingua inuit ha dieci parole per indicare la neve.

Scerbanenco e Crapanzano

Torniamo a Scerbanenco e alla sua Milano: mi hanno detto che abitava in zona Porta Venezia. Ha ambientato i libri a Città Studi. Insomma, la Milano nord-orientale, che è un po’ la mia Milano.

Ed è anche, in parte, la Milano di Crapanzano, anche se lui dice di ispirarsi soprattutto a Simenon.

Luoghi inventati

Un elemento interessante di Crapanzano è che i luoghi esatti in cui avvengono i fatti non esistono. I quartieri e le vie però sono reali.

Ad esempio, via Tadino 17/c non esiste. Crapanzano lo fa per evitare che qualcuno possa dirgli che ha scritto delle cose inesatte.

Un’operazione simile la possiamo vedere nelle città dei cartoni animati come la Springfield dei Simpson e la Qahog dei Griffin. Anche se di quest’ultima sappiamo che si trova nel Rhode Island.

Un altro vantaggio di una città inventata è può essere proprio come vuole l’autore. Anch’io l’ho fatto. Addirittura, ne ho create due: Hwelf e Pertinigrad.

Non solo Scerbanenco: la pronuncia corretta di Ucraina

Scerbanenco a parte, un altro tema linguistico che ha che fare con l’attualità è: si dice Ucràina o Ucraìna?

L’Accademia della Crusca detto:

  • Sono corrette entrambe le versioni;
  • Sia russi sia ucraini dicono Ucraìna;
  • Ucràina è corretto ma un po’ arcaico

Una persona ucraina mi ha detto che si usa Ucraìna per riferirsi allo Stato e ucràino come aggettivo.

Cercherò di pronunciare con l’accento corretto. È una questione di rispetto. Per esempio, non mi piace quando pronunciano o scrivono le parole portoghesi come se fossero spagnole  perché il portoghese non è una sottospecie di spagnolo.

Però, è vero che non tutti conoscono le pronunce corrette. Inoltre, quando ci abituiamo a una pronuncia è difficile modificarla anche se scopriamo che è sbagliata.  

Ad esempio, so che Kluivert  non andrebbe pronunciato Klaivert ma ormai mi viene automatico. Il bello è che le altre parole nederlandesi con “ui” le pronuncio correttamente

 Allo stesso modo, si dovrebbe scrivere Kyiv perché è la traslitterazione del nome ucraino della città e non Kiev, che è la trascrizione del nome russo. Però siamo abituati a scrivere e a dire Kiev.

Tra l’altro, Scerbanenco era nato lì. È morto a Milano e (in base a quel poco che ho trovato) è sepolto al Cimitero Maggiore.


Che cosa ne pensate dell’articolo? Ditemelo nei commnenti.

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